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Cambiamento climatico e sicurezza su strada

Cambiamento climatico e sicurezza su strada

Il cambiamento climatico non è più una proiezione statistica per il futuro, ma una variabile operativa che impatta quotidianamente sulla gestione della flotta aziendale. Per un Fleet Manager, oggi, garantire la sicurezza non significa solo scegliere veicoli con i migliori sistemi ADAS, ma preparare i propri driver a scenari di emergenza climatica che fino a pochi anni fa erano considerati "eccezionali" e che oggi sono diventati una realtà ricorrente.

In questo approfondimento, nato dall’esperienza del Program Campus 2025 e dal confronto con esperti del settore come Andrea Frosoni di Rescue Project, analizzeremo come la formazione specifica e una nuova consapevolezza del rischio possano trasformare la sicurezza stradale da obbligo normativo a pilastro della resilienza aziendale.

Il nuovo paradigma della sicurezza: dalla meccanica alla resilienza

Per anni, la sicurezza stradale è stata sinonimo esclusivamente di manutenzione regolare e affidabilità meccanica. Tuttavia, l’intensificarsi di eventi meteorologici estremi, dalle alluvioni lampo alle forti grandinate che colpiscono duramente regioni come l’Emilia-Romagna,  ha spostato il focus sulla gestione attiva delle emergenze.

La formazione dei dipendenti non è più un semplice valore aggiunto, ma una necessità operativa. E un’azienda moderna deve evolversi nel riconoscimento anticipato dei pericoli. Una formazione specifica permette al driver di identificare i rischi ambientali prima che la situazione degeneri, consentendo interventi più veloci e mirati.

Questo approccio costruisce la cosiddetta resilienza aziendale: le imprese che informano adeguatamente i propri collaboratori sui rischi mostrano una capacità di ripresa post-emergenza decisamente superiore. Essere resilienti significa ridurre i tempi di inattività (downtime) e tornare alla normalità operativa nel minor tempo possibile.

L'auto non è un guscio protettivo, la lezione di Rescue Project

Uno dei miti più pericolosi da scardinare è l’idea che l’auto sia un luogo sicuro durante un’alluvione. Andrea Frosoni, esperto di soccorso in ambienti ostili, sottolinea un dato allarmante: in caso di alluvione, l'abitacolo può trasformarsi in una trappola mortale in meno di 60 secondi.

Il noleggio a lungo termine di auto aziendali fornisce mezzi tecnologicamente avanzati, ma nessuna tecnologia può contrastare la pressione dell'acqua che blocca le portiere o la forza di una corrente che trascina via il veicolo. La formazione di Rescue Project punta a trasformare il driver da vittima passiva a soggetto resiliente attraverso concetti chiave:

  • La catena di sopravvivenza: anche il personale non professionista del soccorso deve avere una formazione di base. 
  • Ottimizzazione dei soccorsi: una comunicazione corretta tra azienda, driver e organi di soccorso evita il caos. Sapere cosa comunicare al 112 riduce le sovrapposizioni e rende fluido l'intervento dei professionisti.

Protocollo di emergenza: le tre regole salvavita per il driver

Facendo tesoro dei preziosi consigli ricevuti durante il Program Campus, il suggerimento che diamo ai fleet manager è di integrare nella Car Policy aziendale un protocollo chiaro per i dipendenti che si trovano ad affrontare eventi climatici estremi mentre sono alla guida. Ecco le tre manovre fondamentali:

 

 

 

1. Allerta immediata dei soccorsi (112)

La comunicazione tempestiva è la base. Non bisogna attendere che la situazione diventi critica: al primo segnale di pericolo ambientale serio (acqua che sale rapidamente sulla sede stradale), occorre chiamare il Numero Unico di Emergenza fornendo la posizione esatta.

2. Abbandono del veicolo prima del blocco

Spesso i dipendenti rischiano la vita nel tentativo di salvare il mezzo aziendale o gli strumenti di lavoro. La formazione deve servire a de-responsabilizzare: l’auto si può perdere, la vita no. È fondamentale uscire dall'abitacolo prima che la pressione dell'acqua renda impossibile l'apertura delle portiere. Se necessario, bisogna rompere i finestrini laterali.

I parabrezza sono stratificati e quasi impossibili da rompere manualmente. L'uscita d'emergenza deve avvenire tramite i vetri laterali, utilizzando utensili specifici come i martelletti d'emergenza o punzonatori a molla che ogni flotta dovrebbe avere in dotazione.

3. Posizionamento sul tetto

Una volta fuori dal veicolo, il tetto rappresenta la "piccola isola sicura". È il punto di massima visibilità per i soccorritori ed è l'ultima zona del mezzo a venire sommersa. Attenzione alla corrente: non bisogna mai posizionarsi a monte dell'auto (dove l'acqua colpisce il mezzo), ma cercare di restare sul tetto o spostarsi a valle per evitare di essere schiacciati dalla forza del flusso contro la carrozzeria.

Investimento in sicurezza e impatto sul rating ESG

Molte PMI italiane vedono ancora i fondi per la formazione come un costo burocratico. Tuttavia, l'evoluzione normativa e culturale sta dimostrando il contrario. Investire in programmi di sicurezza climatica è una mossa di risk management che protegge il capitale umano e la continuità del business.

Per un Fleet Manager, questo impegno ha riflessi diretti sulla governance aziendale:

  1. Riduzione dei costi indiretti: meno infortuni significano meno perdita di produttività e minori traumi post-evento per lo staff.
  2. Rating ESG: dimostrare che l'azienda tutela attivamente i propri dipendenti oltre ai beni materiali migliora il profilo di sostenibilità sociale.
  3. Protezione del brand: un'azienda preparata gestisce meglio le crisi, evitando danni reputazionali legati a una cattiva gestione della sicurezza sul lavoro.

Il settore del NLT sta cambiando, il partner di noleggio non deve essere solo un fornitore di auto, ma un consulente strategico che aiuta l'azienda a navigare la complessità climatica.

Il ruolo del Fleet Manager: oltre la logistica

Gestire una flotta nel 2026 richiede una visione olistica: auto sicure e conoscenza. La resilienza post-emergenza non è solo la capacità di resistere, ma la velocità con cui l'azienda e i suoi driver tornano operativi dopo una crisi.

Integrare la formazione specifica per emergenze climatiche nella Car Policy aziendale è un passo fondamentale. Questo include:

  • Dotazioni di bordo: assicurarsi che ogni veicolo sia equipaggiato con kit di emergenza (martelletti rompi-vetro, giubbotti ad alta visibilità, torce).
  • Comunicazione interna: definire ruoli chiari. Chi contatta il driver in caso di allerta meteo rossa? Quali sono le procedure per il rientro sicuro?

In conclusione, la consapevolezza dei singoli e la velocità di comunicazione sono i pilastri per limitare i danni di eventi sempre più frequenti. La sicurezza del driver è l'asset più prezioso di ogni azienda, proteggerlo significa proteggere il futuro stesso dell'impresa.