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L’elettrificazione della flotta come strumento d’accesso alle filiere di valore

L’elettrificazione della flotta come strumento d’accesso alle filiere di valore

Il ruolo del fleet manager sta vivendo una metamorfosi senza precedenti. Se fino a pochi anni fa il suo compito primario era l'ottimizzazione dei costi e la gestione logistica, oggi la transizione energetica della flotta aziendale è diventata un requisito indispensabile per non essere esclusi dai grandi appalti privati e dalle catene di fornitura più remunerative.

Per una piccola o media impresa italiana, elettrificare la flotta, anche parzialmente, non è più solo una scelta di sensibilità ecologica o un aggiornamento tecnologico. È, a tutti gli effetti, un'operazione di accreditamento strategico. Scegliere l’elettrico per le auto aziendali a noleggio a lungo termine significa oggi assicurarsi un posto in quelle filiere d'eccellenza che valutano i propri partner non solo sulla base del prezzo, ma sulla solidità della loro catena del valore e sul loro impatto ambientale.

L’effetto domino dello Scope 3

L’evoluzione normativa europea, guidata dalla direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), ha innescato un effetto domino che coinvolge direttamente le PMI. Gran parte delle grandi aziende capofila sono ora obbligate a rendicontare non solo le proprie emissioni dirette, ma anche quelle generate dalla loro intera catena del valore, definite come Scope 3. 

Per approfondire questo tema, è utile fare un breve focus sugli Scope definiti dal GHG Protocol (Greenhouse Gas Protocol), lo standard internazionale più utilizzato al mondo per misurare, gestire e rendicontare le emissioni di gas a effetto serra.

  • SCOPE 1- emissioni dirette generate da fonti di proprietà o controllate dall'azienda.
  • SCOPE 2 - emissioni indirette derivanti dalla produzione di energia acquistata (elettricità, vapore, calore).
  • SCOPE 3 - altre emissioni indirette che avvengono nella catena del valore a monte (upstream) e a valle (downstream).

Secondo il Transparency to Transformation: A Chain Reaction Global Supply Chain Report 2020 di CDP, le emissioni della supply chain sono mediamente 11,4 volte superiori a quelle operative dirette di un’azienda. Cosa significa questo per un fleet manager? E in particolar modo, in che modo questo dato ha un peso nella valutazione dei mezzi aziendali?

Significa che se una flotta è composta esclusivamente da veicoli termici, l’azienda diventa, tecnicamente, “inquinamento di qualcun altro". Un fornitore con un alto impatto di CO2 è oggi potenzialmente un freno per il cliente principale nel raggiungimento dei propri obiettivi di decarbonizzazione. Al contrario, fornire un dato preciso di emissioni ridotte grazie alla flotta elettrificata può trasformare una specifica PMI nella scelta meno "costosa" in termini di sostenibilità per il committente.

L’elettrificazione come acceleratore del rating ESG

L'integrazione di veicoli a zero o basse emissioni agisce profondamente su tutti e tre i pilastri ESG (Environmental, Social, Governance), rendendo l'azienda più resiliente e appetibile per investitori e partner.

1. Dimensione ambientale (E)

Se la flotta aziendale è elettrificata, l’abbattimento delle emissioni Scope 1 (dirette) può essere drastico. Ovviamente, la proporzione tra veicoli termici e auto green è determinante per valutare la reale entità dell’abbattimento. Tuttavia, se l’azienda ricarica i veicoli con energia autoprodotta (fotovoltaico) o certificata verde, riduce anche lo Scope 2, relativo alle emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata per la ricarica.

2. Dimensione Sociale (S) 

Una flotta green migliora la salute pubblica riducendo rumore e inquinanti locali nelle aree urbane. Ma c'è di più: offrire un veicolo elettrico come benefit aziendale aumenta l'attrattività del brand e il benessere psicofisico dei driver, grazie a una guida più fluida e silenziosa.

3. Dimensione di Governance (G) 

La telematica presente nei veicoli elettrici permette una rendicontazione dei dati di sostenibilità precisa e non contestabile, eliminando il rischio di greenwashing. Inoltre, anticipare le normative UE (come lo stop ai motori termici nel 2035) riduce drasticamente il rischio operativo e protegge il valore residuo degli asset aziendali.

Il rischio di esclusione: quando il prezzo non basta più

Gli uffici acquisti delle grandi multinazionali stanno cambiando radicalmente le proprie scorecard. Una ricerca di EcoVadis del 2025 evidenzia che oltre l'80% delle aziende globali integra criteri ESG nei processi di qualifica dei fornitori.

In molti appalti privati, il punteggio legato alla sostenibilità può pesare ormai per il 15-20% del totale. Potenzialmente, questo significa che una PMI con un'offerta economica leggermente superiore, ma con una flotta elettrificata e un piano di decarbonizzazione serio, può battere un concorrente più economico ma con maggiore impatto negativo. L'inerzia non è un risparmio: si stima che ignorare i rischi climatici nella supply chain possa comportare costi fino a 3 volte superiori nel lungo periodo.

Una transizione razionale, non ideologica

Come consulenti esperti, noi di Program Autonoleggio sappiamo che per una PMI l'elettrificazione non può essere un salto nel buio. Un approccio critico è fondamentale: la filiera non premia chi spende di più, ma chi è più efficiente.

La nostra consulenza NLT si muove su tre binari strategici per tutelare il business dei nostri clienti:

  1. Segmentazione intelligente: non è necessario elettrificare tutto subito, bensì è fondamentale analizzare i profili dei driver, perché l'elettrico è ideale per chi opera in ambito urbano, mentre l'ibrido rimane la scelta più sensata per coloro che percorrono molti chilometri in autostrada.
  2. Continuità operativa: una flotta green garantisce l'accesso alle ZTL e alle aree a traffico limitato, assicurando ai partner di filiera che l’azienda sarà sempre in grado di prestare assistenza o consegnare merci, indipendentemente dalle restrizioni normative.
  3. Bilanciamento efficiente: insieme ai fleet manager, definiamo la migliore flotta per raggiungere il bilanciamento tra soddisfazione delle esigenze di mobilità, ottimizzazione dei costi e riduzione delle emissioni di CO2.

Il valore relazionale che deriva dalla condivisione degli obiettivi di decarbonizzazione è immenso.Le aziende che collaborano attivamente con i fornitori sulla sostenibilità hanno una probabilità 9 volte superiore di raggiungere i propri target Scope 3.

Scegliere l’elettrico acquisisce quindi un valore sia per l’azienda stessa e per i propri obiettivi ESG, ma significa anche diventare un partner strategico, un co-investitore nella strategia Net Zero del proprio cliente. Dimostra che l’azienda, anche grazie alla propria flotta, è un attore protagonista del futuro, pronto a trasformare una sfida normativa in un vantaggio competitivo duraturo.